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Il pesce azzurro, proprio perché pescato nei mari italiani e quindi vicino ai mercati di vendita, offre massima garanzia di freschezza ed economicità. Quella di “pesce azzurro” è una denominazione di uso generale e non corrisponde ad un gruppo scientificamente definito di specie. Vengono definiti azzurri quei pesci che, oltre a caratterizzarsi per una colorazione dorsale tra il blu scuro ed il verde blu e ventrale argentea, sono generalmente di piccole dimensioni ed abbondano nei nostri mari. Quando si parla di pesce azzurro si tende ad identificarlo con l’alice, la sardina e lo sgombro, specie più abbondanti e pescate nei nostri mari, senza nulla togliere all’importanza che rivestono per alcuni mercati ittici le altre specie facenti parte di questa “categoria”. Sono proprio questi tre pesci azzurri i più utilizzati nelle tradizionali ricette italiane, tanto che anche la loro conservazione sott’olio e sotto sale è tipica di molte regioni ed anche la moderna industria conserviera li propone in numerose versioni. Pesce azzurro Tonni bianchi o alalunga (Thynnus alalunga) Tonni rossi (Thunnus thynnus) Tonni obesi (Thunnus o Parathunnus obesus) Melù o Potassoli (Micromesistius/ Gadus potassou) Merlani (Melangius merlangus) Aringhe (Clupea Harengus) Sardine (Sardina pilchardus) Sgombri (Scomber scombrus/ Scomber japonicus) Suri (Trachurus spp.) Acciughe (Engraulis spp.)
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